Negli ultimi anni c'è stato un notevole incremento nell'utilizzo del pellet nel carpfishing, sia utilizzato come pastura che innescato direttamente sul capello.
Molti pescatori li hanno sostituiti alle classiche granaglie perché hanno una possibilità di utilizzo praticamente immediata, evitando così di dedicare tempo alla preparazione di mais, canapa e granaglie in genere.
Per usare al meglio queste fantastiche esce è bene conoscerle la loro composizione, in genere il pellet è composto da farine e oli di pesce in percentuali superiori al 50% e, per la maggior parte dei casi utilizzando derivati da prodotti freschi e non sottoprodotti o scarti. Oltre alle farine e oli di pesce troviamo anche sfarinati derivati dalla soia, frumento, fibre grezze, carboidrati e aminoacidi.
A questo impasto non viene aggiunto nessun tipo di legante, saranno i glutini delle farine stesse cotte al vapore e successivamente disidratate a mantenere compatto il tutto. Questo procedimento fa si che il pellet mantenga inalterate le caratteristiche organolettiche e nutrizionali dei componenti.
Come tutti sappiamo il pellet una volta entrato in acqua inizia la fase di reidratazione, quindi assorbe acqua fino a sfaldarsi, creando una nuvola di farine e oli altamente attrattivi per il pesce ma senza saziarlo.
Il tempo di scioglimento varia da diversi fattori; grandezza, condizioni ambientali, composizione ed un'eventuale aggiunta di attrattori. Più il pellet è piccolo e più si scioglie in fretta, viceversa più è grosso più tempo ci vorrà, questi tempi variano da pochissimi minuti fino a sei ore. Un'altro fattore che influisce sui tempi è la temperatura, infatti più l'acqua è fredda e più tempo occorre e viceversa.
Importante è la granulometria e il tipo di farine utilizzate, quelle a granulometria fine e a base di pesce (quindi oleose), impiegano più tempo di quelle composte da farine di mais o semi vari e a granulometria più grossolana.
Per aumentare ancor di più il loro potere attrattivo possiamo ammollarli in dip oleosi, in questo modo aumenteremo anche la loro durata sul fondo.
Oltre alla pasturazione e all'utilizzo in sacchetti o retine in PVA, i pellet dai diametri più generosi li possiamo anche innescare direttamente sull'hair-rig, ricordandoci di forarli con un trapanino prima di infilarli sull'ago e controllando l'innesco dopo poche ore.
Ricordiamo: molte persone utilizzano pellet destinati all'alimentazione di animali da allevamento come conigli, bovini e animali da fattoria in genere per risparmiare sui costi che potrebbe avere un'abbondante pasturazione. Niente di più sbagliato, le carpe non hanno un apparato digerente sviluppato per metabolizzare questi pellet studiati appositamente per l'allevamento intensivo di mammiferi, infatti il loro utilizzo metterebbe in grave pericolo la salute delle carpe.
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